Visualizzazioni totali

mercoledì 24 ottobre 2018

sabato 20 ottobre 2018

RICETTA DI CASA

Risultati immagini per carote ricette


RAGAZZI CI FANNO  BENE LE CAROTE!
Ecco una ricetta dal sito Cookaround

Insalata di carote e sedano alle olive

Dosi & Ingredienti

  • DOSI PER4 persone
  • DIFFICOLTÀmolto bassa
  • PREPARAZIONE10 min
  • COSTObasso
  • REPERIBILITÀ ALIMENTIfacile
  • OLIVE VERDI snocciolate - 200 gr
  • SEDANO cuore - 1
  • CAROTE 400 gr
  • CIPOLLE ROSSE 1
  • OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA (EVO) 4 cucchiai da tavola
  • ACETO DI VINO BIANCO 1 cucchiaio da tavola
  • ORIGANO ESSICCATO q.b.
  • SALE q.b.
  • PEPE NERO q.b.
  • Attrezzature

  • MANDOLINA

Preparazione

  • 1
    Lavate il sedano, sgocciolatelo e tagliatelo a rondelle. Raschiate le carote; sciacquatele e riducetele a fiammifero aiutandovi con una mandolina.
    Trasferite le verdure in una ciotola capiente.
    Insalata di carote e sedano alle olive
  • 2
    Affettate la cipolla e unitela agli altri ingredienti.
    Insalata di carote e sedano alle olive
  • 3
    Aggiungete le olive e condite l'insalata con un'emulsione di olio, aceto, origano, sale e pepe.
    Insalata di carote e sedano alle oliveInsalata di carote e sedano alle olive
  • 4
    Mescolate bene e servite.


RICETTE


A me piace molto cucinare. Ho trovato una ricetta: carote glassate all'arancia.

Risultati immagini per carote ricette

Ecco a voi la ricetta:

INGREDIENTI

ISTRUZIONI

  1. Grattugiare la scorza dell'arancia in una padella, aggiungere l'olio e le carote.
  2. Far cuocere, coperte, a fiamma media rigirandole spesso, in modo da farle ben aromatizzare (se dovesse servire potete aggiungere un goccino d'acqua).
  3. Dopo 15 minuti aggiungere il succo dell'arancia, 4-5 cucchiai di aceto delicato e il miele.
  4. Assaggiate, se vi piace un gusto ancora più dolce potete aumentare la quantità del miele.
  5. Portare a cottura alzando leggermente la fiamma. Alla fine, dovranno risultare ben glassate dal sughetto che avrà la consistenza di una glassa.
  6. Spolverizzate, a fine cottura, con prezzemolo fresco tritato.

martedì 2 ottobre 2018

HARRY POTTER

Risultati immagini per giochi di harry potterI GIOCHI DI HARRY POTTER:



Risultati immagini per giochi di harry potter da tavoloRisultati immagini per giochi di harry potter da tavolo






Le droghe visionarie per la caccia dei Matse 
 


In amazzonia  

Matse sono un sottogruppo della tribù Mayoruna che vivono nella regione dell’Ucayalli, nell’Amazzonia peruviana. Sono cacciatori-raccoglitori seminomadi, e la loro storia è nota solamente negli ultimi 100 anni. 
E’ considerata una popolazione molto primitiva, forse progenie delle più civilizzate etnie circostanti. I Matse sono sempre stati isolati, rispetto ai vicini gruppi fluviali, e il principale motivo di isolamento è stata la caparbia inimicizia ch’essi tenevano nei confronti dei vicini. 
Il giaguaro è per i Matse uno degli spiriti più potenti della foresta, e tutti i membri del gruppo si tatuano e si applicano baffi sul viso, in modo da assomigliargli. E’ per questo che sono chiamati “il popolo del giaguaro”. 
Fra i Matse non sono presenti gli sciamani, in quanto specialisti del rapporto col sacro; ognuno svolge anche la funzione sciamanica, e ogni Matse comunica con il mondo degli spiriti e parla con gli animali della foresta. 
Matse usano un paio di droghe visionarie, il nu-nu e il sapo. Il primo è una polvere che viene inalata, e il secondo è un preparato ricavato dalle secrezioni di una specie di rana che viene spalmato su punti della pelle appositamente scarificati. 
Il nu-nu è una fine polvere verde costituita da foglie essiccate di tabacco selvatico (Nicotianasp.), e la cenere della parte interiore della corteccia di macambo (Theobroma sp.). Il nu-nuviene preparato con una lunga procedura e quindi conservato dentro a una bottiglia di vetro sino al momento dell’uso. 
L’uso del nu-nu è esclusivo degli uomini adulti della tribù. La polvere viene inserita in una delle due estremità di una lunga canna cava, avvicinata quindi alla bocca di un individuo. La seconda estremità della canna viene appoggiata nella narice di un altro individuo. Il primo soffia con forza, e la polvere passa attraverso la canna e la narice del secondo individuo. La dose varia da 4 a 15 “soffiate”, di circa mezzo grammo ciascuna. 
 
Matse2
Inalazione della polvere nu-nu(da Gorman 1993, p. 58) 
Il primo effetto del nu-nu è una forte sensazione di bruciore al naso, al viso, la visione si offusca e la pressione arteriosa aumenta notevolmente. Ma d’improvviso il dolore scompare e compaiono le visioni. Visioni di animali e di luoghi dove si trovano questi animali. I Matse usano queste visioni con scopi divinatori, per individuare i luoghi dove trovare gli animali da cacciare. Nelle visioni vedono se stessi cacciare animali, e quando nella realtà e di conseguenza li cacceranno, ritengono che gli animali cacciati offriranno se stessi al cacciatore che li ha sognati. 
Nu-nu è per i Matse un dono della giungla e non è usato solo per la caccia, ma in numerose altre occasioni, per contattare gli spiriti degli animali e delle piante, queste ultime per poterle usare per curare, e durante diverse celebrazioni, come il buon esito di una caccia o per scacciare un brutto ricordo. 
L’altra droga visionaria matse è rappresentata dal sapo, anch’esso usato come mezzo di divinazione per la caccia. Il sapo è un preparato ricavato da una grossa rana arborea, chiamata dai Matsedav-kiet. I Matse la catturano e la tengono prigioniera per tre giorni, durante i quali viene periodicamente raccolta la secrezione che si accumula sul dorso e sulle zampe. Questa secrezione, essiccata, è la parte ricercata ed è chiamata sapo. Al termine dei tre giorni la rana – che mai è maltrattata – viene liberata con celebrazioni festose. 
L’assunzione del sapo è particolare e insolito: l’individuo si ustiona un punto della pelle con un rametto fumante, e sul luogo dell’ustione (non più grande di una testa di fiammifero) applica un pezzetto di sapo, precedentemente insalivato. L’effetto è subitaneo. Il corpo pare bruciare dal di dentro, sudorazioni, tachicardia, crampi allo stomaco e attacchi di vomito. Sino a cadere al suolo e perdere conoscenza. Il sapo non offre vere e proprie visioni, ma al risveglio la percezione della realtà è ben differente dal solito; è possibile vedere nel buio, si è dotati di una eccezionale forza fisica, ogni senso è accresciuto notevolmente, sino a percepire gli odori degli animali, prima che questi percepiscano quelli della presenza umana. 

Il sapo viene usato, oltre che per la caccia, prima di iniziare un lungo e faticoso viaggio, per purificare il corpo e ogniqualvolta vi sia necessità di acuire i sensi. Il sapo viene assunto anche dai bambini. 

Donna matse (da Gorman 1993, p. 49)